Netwar, come cambia l’hacktivismo nella guerra cibernetica

La disponibilità delle tecnologie di comunicazione influenza le attività e la formazione stessa dei gruppi e dei movimenti della società civile. Con la diffusione di massa di Internet e del Web, la Rete è diventata un campo di battaglia per gli attivisti digitali. Molte delle pratiche di informazion...

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Bibliographic Details
Published in:Rivista Italiana di Informatica e Diritto
Main Author: Arturo Di Corinto
Format: Article
Language:English
Published: Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) 2024-02-01
Subjects:
Online Access:https://www.rivistaitalianadiinformaticaediritto.it/index.php/RIID/article/view/176
Description
Summary:La disponibilità delle tecnologie di comunicazione influenza le attività e la formazione stessa dei gruppi e dei movimenti della società civile. Con la diffusione di massa di Internet e del Web, la Rete è diventata un campo di battaglia per gli attivisti digitali. Molte delle pratiche di informazione, contestazione e sabotaggio tipiche dei movimenti di protesta sociale sono state digitalizzate e riversate in Rete. Protagonisti in questo scenario sono gli hacktivisti, gli hacker-attivisti che hanno usato la Rete per autorganizzarsi, fare propaganda, controinformazione, e condurre azioni politiche dirette. I loro obbiettivi e i loro metodi degli inizi erano quelli dell’infowar, la “guerra” d’informazione e propaganda, ma oggi gli hacktivisti sono entrati di prepotenza nelle guerre guerreggiate: spesso arruolati su una base ideologica, talvolta usati come mercenari, sono arrivati ad accompagnare i conflitti cinetici, le guerre vere e proprie. Si tratta di una mutazione graduale e forse attesa, ma poco presente nel dibattito pubblico e accademico. Con questo articolo vorremmo contribuire a tracciare l’evoluzione di questa trasformazione culminata nella creazione di vere e proprie milizie di hacktivisti digitali impegnati nel conflitto Russo-Ucraino.
ISSN:2704-7318