| Summary: | Il presente articolo analizza il ruolo teologico e simbolico delle metafore mediche in due tradizioni discorsive dell’Occidente tardo-medievale: la letteratura devozionale e la predicazione mendicante. Attraverso un’analisi comparativa dei sermoni di Giordano da Pisa, Bernardino da Siena e san Vincenzo Ferrer, insieme ai capitoli della Vita Christi di Isabel de Villena dedicati alla Passione, si esamina come immagini quali la ferita, il balsamo o l’unguento articolino modelli divergenti di guarigione spirituale. Mentre la predicazione attiva un lessico penitenziale centrato sull’incisione, la purga e il timore redentivo, la Vita Christi sviluppa una retorica della dolcezza e della fragranza, in cui la meditazione sensoriale trasforma la ferita in conforto. Lo studio combina approccio filologico e approccio simbolico, e sostiene che tali metafore non sono meri ornamenti, bensì strutture portanti: configurano architetture spirituali differenti, in cui il linguaggio non si limita a rappresentare la redenzione, ma la realizza.
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